Sostenitori del disegno intelligente, iniziate a ricredervi...
categoria:evoluzione vs creazionismo
Sostenitori del disegno intelligente, iniziate a ricredervi...

Che il tempo sia letteralmente impazzito lo dicono pure i portoghesi…
Normalmente sono soliti dire: “que merda!” “que chatisse!” “foda-se” o “E pà, Não è normal para esta altura”. Chi si immaginava di passare il fine settimana in spiaggia, disteso nella sabbia tra un bagno e l’altro, nelle acque gelide dell’oceano, ha dovuto ricredersi, ripiegare su se stesso e prendere il suo fagotto e gironzolare qua e là. Altri, dopo la classica “sexta feira louca” o “sabado louco” decisero di starsene rintanati nelle proprie case, nelle proprie camere cercando di ammazzare il tempo in qualsiasi modo possibile. Ma Lisbona è sempre Lisbona e anche se scendesse il diluvio universale, Lisbona resisterebbe e con essa tutti quei demoni che si aggirano fra le sue strade e che dall’alto di una collina osservano la città estendersi davanti ai loro occhi.
Avvolti in scure ali spiccano il volo,
Spiegate le ali, abbandonano la rupe
Solcano cieli, per fendere scure nubi
La pioggia cade
in strade e vicoli bui
Scende lungo bianche scale
Madide di pioggia
Che la polvere
Annerisce.
Sabado passado em Rossio, Rua Porta de S.Antao
Pessoa Preta: Respect Black People and White People!
Eu: yes, I Think so!
Pessoa Preta: I'm Nelson Mandela
Eu: Prazer de encontrar-te.
Pessoa Preta: de onde tu es?
Eu: eu sou italiano
Pessoa Preta: Italiano? Eu nao gosto!
Eu: porque?
Pessoa Preta: nao importa nada dos italianos, nao gosto.
Eu: porque?
Pessoa Preta: porque Italia tem Berlusconi, Mafia e Vaticano e eu sou Ateo.
Eu: tamben eu sou ateo, odeio igreja, mafia e Berlusconi. Sou differente! Nao todos italianos è assim come tu disseste.
Pessoa Preta: nao, tudos italianos è assim: mafia, vaticano...mas nao quero saber nada...
Eu: Se queres julgar è melhor conhecer algumas coisa sobre o povo italiano...
Pessoa Preta: Nao quero saber.
Eduardino: entao?
Eu: Boa Noite, uma ginginha
Ora abito nei pressi di Martim Moniz, almeno stando alla fermata della Metro, diciamo che mi trovo fra Mouraria e Praça Martim Moniz. Ho un ottima visuale dal piccolo terrazzo che circonda il tetto: da un lato il castello Sao Jorge e dall'altro lato Praça Martim Moniz con case alquanto decadenti che si arrampicano disordinatamente su un colle. Mi ero sempre chiesto chi cazzo fosse questo Martim Moniz e fino ad ora non avevo ancora pensato di cercare alcune informazioni in internet.

Martim Moniz era un nobile cavaliere che partecipò alla conquista di Lisbona del 1147 diventando un eroe leggendario. Almeno questo è quanto sono riuscito a trovare in internet. Il Prode Martim, a quanto pare, permise all'esercito di D. Alfonso Henrique - il primo re del Portogallo - di conquistare Lisbona. Infatti la leggenda narra che quest'uomo sacrificò la propria vita impedendo con il suo stesso corpo la chiusura dei battenti di una porta del Castello di Sao Jorge che domina Lisbona da una delle sue sette colline. Ma tornando ad oggi, cosa è Martim Moniz. Questo quartiere è stato parte integrante dei miei primi mesi a Lisbona, come dimenticare le feste in Casa Marvao? Una casa su tre piani che nel passato era un bordello a giudicare dai Bidet presenti in alcune stanze e anche dalle testimonianze rese da una dei suoi coinquilini. Non posso dimenticare il bagno porno vintage e neppure la sala e la cucina. Ma poi, come tutto il resto, il tutto muta e da molto non mi trovo a frequentare questa casa. In questa casa incontrai due occhi verdi che mi fissavano e che parlavano attraverso due sottili labbra, ma ho finito poi per dimenticarli, visto che sostenerne lo sguardo era insostenibile. Fu una delle mie più grandi idiozie. Ma è inutile piangere sul latte versato, ciò che è andato non ritorna e se anche ritornasse il tutto sarebbe diverso e non avrebbe più senso. Bisogna accontentarsi di piccoli bagliori di felicità piuttosto che cadere in inevitabili e interminabili illusioni. Ma Martim Moniz è anche altro…
Insieme ad Intendente, altra fermata metro, è una delle zone forse più malfamate e pericolose di Lisbona. Ma fin ora in questa zona nulla di male mi è capitato, di conseguenza potrò darne un giudizio al termine del mio periodo Lisbonese.
Il liet motiv che accompagna tutti i miei ritorni è scandito dall’inciampo generato da un gradino della scalinata che mi conduce verso casa. Un gradino che a prima vista non differisce dagli altri centoventi o centotrenta che compongono tale scalinata, ma che dopo essersi imbattuti più volte, costringe l’occhio ad un’osservazione più dettagliata. Infatti questo gradino differisce dagli altri per altezza. Tre o quattro centimetri di margine, che fanno la loro differenza quando meccanicamente si percorre la scalinata guardando la cima e speranzosi di giungere all’ultimo gradino.
Inizio a riappacificarmi con Lisbona, almeno per oggi…