Forse uno dei luoghi che prediligo di Lisbona. Non è nulla di che, nulla di turistico, anzi, forse è meglio così, dove c’è il turista c’è il consumismo, dove c’è il consumismo c’è di conseguenza il turista. In questo posto sono pochi i turisti che si soffermano ad osservare, sarà forse perché il tutto sembra una discarica a cielo aperto oppure perché è una strada di passaggio tra il Castello Sao Jorge e Sao Vicente da Fora, almeno a grandi linee, visto che questi luoghi non sono poi così contigui. Avrò ancora tempo per annotarmi il nome di questo posto, almeno le vie adiacenti, ma onestamente il nome non conta molto.
Domenica ho finalmente ripreso a parlare con portoghesi sconosciuti.
Una donna portava a spasso i suoi due cani. Uno di loro mi si avvicina e da lontano la signora mi avverte: – não tens medo! Nao morde! –
– Não tenho medo – risposi.
Mi abbasso, accarezzo il cane e mi rialzo.
Ad un tratto un vecchio signore con un foglio di giornale arrotolato sotto il braccio appare dal fondo della strada, uno dei due cani inizia ad abbaiare come se qualcuno fosse entrato nel suo territorio o avesse cercato di strappargli indebitamente di bocca un osso che comunque non aveva. La signora ce la metteva tutta per cercare di calmare il cane, ma nulla, quello non ne voleva sapere. Il vecchio signore si allontana, afferra un ciotolo e minaccia il cane mentre la padrona cerca di calmare senza successo il cane. Il vecchio lascia cadere a terra il coccio, si avvicina al cane e biascica qualche parola in portoghese e attacca bottone con la signora.

Sto per andarmene, quando la curiosità mi spinge a chiedere un’informazione alla signora. Me l’ero sempre chiesto, era da molto che la domanda gironzolava nel mio cervello.
– Mas que era antigamente isto lugar? –
– E antigamente… –
Anticamente il palazzo che hai alle tue spalle apparteneva a conti e contesse che poi abbandonarono questo luogo e forse morirono anche in questo luogo.Ma qui ci vivevano molte famiglie, tutto questo sette anni fa, più o meno, ma poi tutte le famiglie furono sfrattate perché il tutto andava a pezzi. C’era una serralheria (serralheiro: ferraio, fabbro), poi chiusa perché le case erano pericolanti e là a baixo c’era un uomo che "costruiva" ombrelli (guarda chuva).
Ora, per dovere di cronaca è meglio sottolineare il fatto che non ricordo bene chi era morto o chi era stato sfrattato, fabbro o l’ombrellaio?

Il tutto venne abbandonato e divenne rifugio di drogati e malviventi del più basso rango sociale. E molti erano i turisti che venivano assaliti.
– De pois, olha, è tudo sujo. O lixo – (trad: poi, guarda, è tutto sporco.Rifiuti)
Poi la Camara Municipal do Lisboa ritirò il tutto, alcuni dicono che si vorrebbe costruire un condominio.
– Spero di no, – le faccio io – piuttosto preferisco così. –
– qui ci porto sempre a passeggiare il cane, ma sarebbe bello che ritornassero a viverci delle famiglie, ma non in un condominio. Ristrutturare il tutto… Non sarebbe una cattiva idea. –
– non so… a volte quando si restaurano le cose, si finisce per rovinarle. –
…
…
– O senior va para em cima? –
– Não, vou para baixo. –
– Foi um prazer, adeus –
– Adeus –