mercoledì, 12 settembre 2007

Probabilmente questo sarà l'ultimo post scritto da Lisbona, mancano ancora due o tre settimane per il mio rientro. Era anche ora. Ho voglia di tornare, nonostante debba abbandonare questa città...

Poche parole, solo per un arrivederci, in tutti i sensi...

Niente malinconie, non è ancora giunto il tempo...
Solo il ricordo di ieri sera...

Confondersi nella tanto desiderata pioggia, passeggiare per queste strade, dalla Baixa all'Alfama...

Fermarsi in Praça do Commercio mentre il cielo è squarciato da un terribile fulmine. La pioggia cade e lava via il tutto.

L'elettrico mi ha condotto a Sao Vicente da Fora e in silenzio ho osservato Lisbona...

A minha Lisboa

postato da: lousatumular alle ore 14:20 | Permalink | commenti (10)
categoria:
mercoledì, 12 settembre 2007

[…]Dopo il terremoto che avea distrutto tre quarti di Lisbona, i dotti del paese non avevan trovato mezzo più efficace per impedire una total rovina, che di dare al popolo un bell'auto-da-fè. Era stato deciso dall'Università di Coimbra che lo spettacolo di qualche persona bruciata a fuoco lento in gran cerimonia era un segreto infallibile per impedire che la terra non si scuota. Aveano in conseguenza catturato un biscaglino convinto d'aver sposato la comare, e due portoghesi che, mangiando un pollastro, ne aveano levato il lardo; si venne poi dopo pranzo alla cattura del dottor Pangloss, e di Candido suo discepolo; di quello per aver parlato, e di questo per aver ascoltato in aria d'approvazione. Furono tutti e due condotti separatamente in appartamenti freschissimi, ne' quali non s'era mai infastiditi dal sole. Otto giorni dopo furono tutti rivestiti d'un sambenìto, e vennero loro adornate le teste di mitere di carta, la mitera e il sambenìto di Candido eran dipinte con delle fiamme all'ingiù, e con de' diavoli senza granfie e senza coda; ma i diavoli nel sambenìto di Pangloss avean granfie e coda, e le fiamme eran dritte. Andarono così vestiti a processione e sentirono un sermone assai patetico seguito da una bella musica in falso bordone; Candido fu frustato sul messere a tempo di battuta mentre cantavano; il biscaglino e quei due che non avean voluto mangiar del lardo furono bruciati, e Pangloss fu appiccato, benchè non sia questo il costume. Il medesimo giorno vi fu un'altra scossa di terremoto con un fracasso spaventevole. Candido spaventato, confuso, smarrito, tutto insanguinato, tutto affannato dicea fra sè: "Se questo mondo è l'ottimo dei possibili che mai son gli altri? Se io non sono stato altro che nerbato a posteriori, lo sono stato anche fra i Bulgari; ma, o mio caro Pangloss, il massimo de' filosofi, ho io avuto a vedervi impiccare senza ch'i' sappia perchè! Oh mio caro anabattista, ottimo degli uomini, avev'io a vedervi annegare nel porto! O Cunegonda, perla delle fanciulle, er'egli dovere che avessero a spaccarvi la pancia! "[…]

 

(Voltaire - Candido Capitolo VI)

postato da: AntaoSacarolhas alle ore 13:54 | Permalink | commenti
categoria:estratti di letture