sabato, 27 ottobre 2007

Perché penso a Maxie Schnadig non lo so, a meno che non sia per Dostoevskij. La notte che per la prima volta mi misi a leggere Dostoevskij fu un fatto importante nella mia vita, anche più importante del mio primo amore. Fu il primo atto deliberato e cosciente che per me avesse significato: mutò la faccia intera del mondo. Se sia vero che l’orologio si arrestò nell’istante in cui alzai gli occhi dopo la prima profonda sorsata io non so più. Ma il mondo si arrestò per un attimo, questo lo so. Fu la mia prima occhiata dentro l’anima di un uomo o debbo forse dire semplicemente che Dostoevskij fu il primo a rivelarmi l’anima sua? Forse ero stato alquanto strano prima di allora, senza saperlo, ma dal momento in cui sprofondai in Dostoevskij io fui strano, in modo definito, irrevocabile, soddisfatto. Finito per me il mondo ordinario, desto, quotidiano. Ogni ambizione o desiderio che avevo di scrivere fu pure morto – per lungo tempo a venire. Ero come quegli uomini che son stati troppo tempo in trincea, sotto il fuoco. L’ordinaria sofferenza umana, l’ordinaria gelosia umana, le ordinarie ambizioni umane – era tutta merda per me.

 

Henry Miller – Tropico del Capricorno

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categoria:estratti di letture
mercoledì, 24 ottobre 2007

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categoria:satira papale
martedì, 23 ottobre 2007
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 17:08 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica
lunedì, 22 ottobre 2007

Fa sempre piacere accendere la televisione e vedere cosa ci propongono in una fredda e assolata domenica d’ottobre. Zapping? No, questa volta No. Ho voluto proprio seguire la conclusione di un dibattito. Argomento di strettissima attualità: alcool e incidenti stradali. Il nome del programma era L’Arena con un Giletti,  nelle vesti di mediatore fra due fazioni opposte di Vip/Subrettes e politici preoccupatissimi per la salute/vita di noi giovani. Politici e Very Important People ormai difficili da distinguere. Un bel crogiuolo di moralismo da bar sport. Ad un tratto una ragazza dal pubblico “tira in ballo” il padre di famiglia che va ad una cena e beve tre bicchieri di vino, se verrà fermato, la patente gli verrà ritirata, con il proibizionismo non si va molto lontano. Un’altra ragazza, inviperita le risponde: cosa risponderesti alla madre che ha perso il figlio perché un ubriaco lo ha investito?

Capisco che non si arriverà mai da nessuna parte, neppure tentando di sommare il QI dei presenti in studio e moltiplicarlo per venti in modo da aver un risultato credibile.

Poi non capisco per quale motivo i reduci del grande fratello, pagati dal servizio pubblico, dovrebbero far la morale e dar consigli utili ai telespettatori.

Ciliegina sulla torta: Alba Parietti a ricordare che se non fosse stato per la legge sulla patente a punti, lei non si sarebbe mai salvata. Non avrei mai allacciato la cintura di sicurezza!

Un miracolo, lo definì all’epoca.

Va bene, è un modo di dire, ma un consiglio: evita di tirare in ballo le madonne, i santi e dio, altrimenti potresti iniziare a spiegare alla madre sopraccitata perché tu sia stata miracolata a differenza del figlio.

 

Se hanno costretto gli italiani a “smettere di fumare” o meglio ad uscire da un locale per fumarsi una sigaretta, riusciranno anche a convincere gli italiani a non bere dopo le due di notte.

Cambieranno le abitudini, si inizierà a bere prima o semplicemente si porteranno da casa l’alcool.

Beh, possono anche continuare ad aumentare le sigarette, aumentare il costo di una birra, di un bicchiere di vino, di rum ecc. Per tutte quelle persone presenti in studio forse non ci sarebbe alcun problema, con quella presenza televisiva di sigarette e bottiglie di vino ne potranno comprare a volontà. Resta il fatto che si può sempre decidere di pagare un multa per non sottoporsi all’etilometro. Una multa salata…
Peccato che questo sia stato detto solo in chiusura…

 

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