mercoledì, 28 novembre 2007

Il freddo tintinnio delle monete risuonava nelle mie orecchie, una semplice pressione sul pulsante mi separava dal tanto agognato pacchetto di sigarette. Per tutto il giorno mi ero trascinato fra le mura dello studio con un solo e unico desiderio: assaporare la tostatura del tabacco, il filtro fermo fra le labbra, la sua consistenza; aspirare dolcemente, lasciar scivolare il fumo lungo le vie respiratorie per essere poi liberato nell’aria. Fumare.

Frugavo nei cassetti fra scartoffie e libri, in armadi fra giacche e vestiti ma nulla, nessuna traccia di un pacchetto, una sigaretta. Nulla, solo pacchetti accartocciati nei luoghi più reconditi della casa e mozziconi bruciacchiati nella bocca del posacenere.

Ogni ricerca terminava in delusione: nessuna sigaretta, neppure un filo di tabacco da avvolgere in una stropicciata cartina.

Il pacchetto risuonò nella caduta. Il distributore automatico erogò il suo resto, mi abbassai, afferrai il pacchetto, strappai con foga l’involucro e lo aprii, portandolo al naso: la dolce e secca fragranza del tabacco inebriò i miei sensi. Frugai nelle tasche dei pantaloni. Stupido idiota!

Solo ora ricordo la scena: preso l’accendino dal cassetto l’avevo poggiato sul tavolo mentre cercavo le chiavi di casa. Trovate le chiavi, ero uscito. Lasciato aperto il cassetto e dimenticato l’accendino.

Mi diressi verso casa, entrai nel mio appartamento, camminai verso lo studio, vi entrai, mi guardai attorno ed ecco l’accendino.  Chiusi il cassetto e uscii in giardino.

La notte era limpida, le stelle in cielo divenivano semplici punti ove la fantasia disegnava forme diverse e nuove tracciando semplici linee di congiunzione.

 

Vicios

Anonimo Fumatore - In ricordo di una sigaretta

postato da: lousatumular alle ore 23:09 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 16 novembre 2007

Prazeres

É giunto il momento di alzarsi dal tumulo che per tutto questo tempo ha accolto il mio cadavere. Un’altra tomba ove  riposare le mie stanche ossa, qui, scricchiolano.

Non un addio definitivo. Abbandono questa tomba per una luce differente.

Non la conversione, non sia mai!

Lungi da me. Nato da una costola putrefatta, quale luce può rincorrer un’anima ormai persa? Invitato al tuo banchetto funebre, un convivio in tenebra per brindar con la negra linfa della terra, alzo il calice al cielo e attendo la fine con un teschio sul palmo dei miei pensieri.

 

postato da: AntaoSacarolhas alle ore 15:50 | Permalink | commenti (8)
categoria:addii
martedì, 06 novembre 2007

Dom sebastiao

Que voz vem no som das ondas
Que não é a voz do mar?
E a voz de alguém que nos fala,
Mas que, se escutarmos, cala,
Por ter havido escutar.

E só se, meio dormindo,
Sem saber de ouvir ouvimos
Que ela nos diz a esperança
A que, como uma criança
Dormente, a dormir sorrimos.

São ilhas afortunadas
São terras sem ter lugar,
Onde o Rei mora esperando.
Mas, se vamos despertando
Cala a voz, e há só o mar.

Fernando Pessoa - Mensagem

Os Símbolos
Terceira Parte - o Encoberto

postato da: AntaoSacarolhas alle ore 20:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:estratti di letture