



“Uno sguardo misterioso, quello del geloso – … lo sguardo è indagatore – con un interesse carico di odio e pieno di passione” – Edvard Munch
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Ciúme: sostantivo maschile
Trad.: gelosia
Ciúme é uma reação complexa porque envolve um largo conjunto de emoções – dor, raiva, tristeza, inveja, medo, depressão e humilhação – pensamentos – ressentimento, culpa, comparação com o rival, preocupação com a imagem, autocomiseração – reações físicas – taquicardia, falta de ar, excesso de salivação ou boca seca, sudorese, aperto no peito, dores física – e enfim comportamentos – questionamento constante , busca frenética de confirmações e ações agressivas, mesmo violentas.
Etimologia: De cio
Cio: do Lat. zelu < Gr. zêlos, fervor, zelo
s. m., Zool.,
apetite sexual dos animais em determinados períodos;
brama, berra;
Trás-os-Montes,
viço;
vigor (das plantas).
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[...]I Greci e i Latini confusero l’invidia e la gelosia, le quali però si distinguono tra loro, in quanto la prima è sorella germana dell’odio e consiste in una perversità di natura, per cui taluni si accorano del bene altrui, la seconda è una specie di timore che si riferisce al desio di conservare il possesso di un bene che ci appartiene, accompagnato da avversione contro coloro, che sospettiamo pretendenti al medesimo.[...] (da www.etimo.it)
L’imperatore – si racconta – ha inviato a te, il singolo, il suddito miserevole, l’ombra minuscola fuggita nelle lontananze più remote di fronte al sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha mandato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero presso il letto e gli ha suggerito il messaggio all’orecchio; e tale ne era l’importanza, che se lo è fatto ripetere all’orecchio. Assentendo col capo ha confermato l’esattezza di quanto gli veniva riferito. E dinanzi a tutti gli spettatori della sua morte – ogni parete d’ostacolo viene abbattuta e sulle scalinate che s’inarcano ampie e alte stanno in cerchio i grandi del regno – dinanzi a tutti l’imperatore ha congedato il messaggero. Il messaggero s’è messo subito in cammino: uomo forte, instancabile; protendendo l’ora l’uno ora l’altro braccio si fa strada fra la folla; se incontra resistenza, indica il petto, che porta il segno del sole; e procede con facilità, come nessun altro saprebbe. Ma la folla è tanto grande; le sue abitazioni non hanno mai fine. Come volerebbe, se la strada fosse sgombra, e presto tu sentiresti il magnifico battere dei suoi pugni alla tua porta. E invece, come è inutile la sua fatica ; ancora sta attraversando, insinuandosi a forza, le stanze nella parte più interna del palazzo; mai ne verrà a capo; e se pure gli riuscisse, non servirebbe a nulla; dovrebbe lottare per scendere le scale, e se pure gli riuscisse non servirebbe a nulla; resterebbero da percorrere i cortili; e dopo i cortili la cintura esterna del palazzo; e ancora scale e cortili; e ancora un palazzo; e così via attraverso i millenni; e se anche cadesse, infine, fuori del portale più esterno – ma mai, mai ciò potrà avvenire – la città imperiale si estenderebbe ancora dinanzi a lui, il cuore del mondo, colmo di tutti i suoi detriti. Nessuno può penetrarvi, e tanto meno con il messaggio di un morto. – Ma tu siedi alla finestra e il messaggio è nel tuo sogno, quando viene la sera.
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Franz Kafka - Il messaggio dell'imperatore
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