martedì, 29 luglio 2008
Non mi si staccava l'India dal dito
il mio cervello inizia a funzionare in un modo strano.
Sto facendo un discorso allucinante dentro di me:
ridurre la sfera del mondo in quadrati
e urlare sulle tombe.

AA.VV - Idiozie
postato da: lousatumular alle ore 21:56 | Permalink | commenti
categoria:idiozie
mercoledì, 23 luglio 2008
18.
Adamastor

− Ormai non mi resta nient'altro. Nulla, se non ciò che mi circonda. - così pensava una sera quello strano individuo poggiato all'inferriata al Miradouro di Santa Caterina. − E pensare che qui la gente non manca, basterebbe solo attaccare bottone con quella ragazza mora seduta sulla panchina o con quel gruppetto di giovani seduti in cerchio. − Si guardava intorno, passava in rassegna ogni volto, ogni corpo, cercava di incontrare lo sguardo di qualcuno, trovare quel calore che ormai si era spento. Ma ormai se ne era andato e chissà quando l'avrebbe incontrato di nuovo.
− Lei se ne è  andata e non la rivedrò. Mi resta solo questa città che continuo a guardare, che continuo a percorrere in lungo e in largo, come se cercassi qualcosa che in fin dei conti ho il presentimento di non trovare. Eppure mi rincuora sapere che sarò io ad abbandonarla e non Lei. Quel giorno verrà, non inaspettato, perché già conosci il giorno in cui saluterai questa città, non per sempre, non definitivamente. Ci ritornerai, stai pur certo, ma sarà comunque diverso - così continuava a pensare quell'insolito individuo poggiato all'inferriata. Il Tejo scorreva lentamente verso l'oceano, le luci della città illuminavano le parole dei convenuti e le loro ombre si mescolavano con quelle degli edifici.
− Non noto più alcuna differenza −


postato da: AntaoSacarolhas alle ore 11:12 | Permalink | commenti (2)
categoria:adamastor
lunedì, 21 luglio 2008
Mi è capitato di vederlo ad una festa della musica e della birra Giorgio Canali, storico chitarrista dei CSI. Ho ascoltato per la prima volta i suoi lavori, che dire?
Curiosi, interessanti, geniali...
Dopo il concerto è stato tranquillamente fra di noi, parlando e bevendo qualcosa...grande serata, ne è valsa proprio la pena. Riporto il "divertente" testo di BENTORNATO LAZLOTOZ.
Per chi non lo sapesse Lazlo Toth è l'individuo che ha preso a martellate la Pietà di Michelangelo... Per capire tale scelta, rimando al myspace di Giorgio Canali, sezioni interviste...

[...]E così la seconda storia che vi voglio raccontare...
c’era già un altro papa alla stessa finestra e, come sempre,  Dio lì a guardare,
sul suo divano col telecomando in mano.
Ride e dice: "Stai fresco, se speri che impari il tedesco per dire ich liebe dich"
e cambia canale...
Poi la solita voce irritante dalla poltrona massaggiante: "E chi ti ha detto di cambiare? Un po’ di messa non ti fa male..."
Dio ubbidisce e poi si mette le cuffiette dell’ I-POD.
Poi, proprio sul più  bello (Have you ever seen the rain), al ritornello,
entra la voce isterica: "Rispondi al telefono!!!!"
Dio alza la cornetta seccato, risponde che hanno sbagliato, cascano male: è un omonimo anticlericale… e butta giù.
Dalla poltrona: "Mia madre ha ragione, sei veramente un gran cafone! Dovresti essere più educato…"
Dio rimane lì impalato a giocherellare nervosamente con l’I-POD.
Poi lei si lamenta: "E apri alla porta…"
Ma non è il suono del campanello,
Dio sorride: c’è qualcuno che sta bussando col martello,
corre ad aprire e grida: "Bentornato, Lazlotòz!!!!"[...]

Naturalmente ne consiglio l'ascolto!
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venerdì, 18 luglio 2008
Um frade andava ao peditório; chegou à porta de um lavrador, mas não lhe quiseram aí dar nada. O frade estava a cair com fome, e disse: − Vou ver se faço um caldinho de pedra. E pegou numa pedra do chão, sacudiu-lhe a terra e pôs-se a olhar para ela para ver se era boa para fazer um caldo. A gente da casa pôs-se a rir do frade e daquela lembrança. Diz o frade:
− Então nunca comeram caldo de pedra? Só lhes digo que é uma coisa muito boa.
Responderam-lhe:
− Sempre queremos ver isso.
Foi o que o frade quis ouvir. Depois de ter lavado a pedra, disse:
− Se me emprestassem aí um pucarinho.
Deram-lhe uma panela de barro. Ele encheu-a de água e deitou-lhe a pedra dentro.
− Agora se me deixassem estar a panelinha aí ao pé das brasas.
Deixaram. Assim que a panela começou a chiar, disse ele:
− Com um bocadinho de unto é que o caldo ficava de primor.
Foram-lhe buscar um pedaço de unto. Ferveu, ferveu, e a gente da casa pasmada para o que via. Diz o frade, provando o caldo:
− Está um bocadinho insosso; bem precisa de uma pedrinha de sal.
Também lhe deram o sal. Temperou, provou, e disse:
− Agora é que com uns olhinhos de couve ficava que os anjos o comeriam.
A dona da casa foi à horta e trouxe-lhe duas couves tenras. O frade limpou-as, e ripou-as com os dedos deitando as folhas na panela.
Quando os olhos já estavam aferventados disse o frade:
− Ai, um naquinho de chouriço é que lhe dava uma graça...
Trouxeram-lhe um pedaço de chouriço; ele botou-o à panela, e enquanto se cozia, tirou do alforge pão, e arranjou-se para comer com vagar. O caldo cheirava que era um regalo. Comeu e lambeu o beiço; depois de despejada a panela ficou a pedra no fundo; a gente da casa, que estava com os olhos nele, perguntou-lhe:
− Ó senhor frade, então a pedra?
Respondeu o frade:
−A pedra lavo-a e levo-a comigo para outra vez.
E assim comeu onde não lhe queriam dar nada.

por Teófilo Braga

Con quale sorpresa scopro che tale favoletta non è nient'altro che una delle tante fiabe che ero solito ascoltare da piccolo. Faceva parte di quella raccolta di favole raccontate in musicassette, i personaggi erano differenti: c'era un vagabondo che non era un frate, ma un semplice vagabondo e poi c'era una vecchia signora fin troppo parsimoniosa - era la prima volta che sentivo quella parola e ora non posso fare a meno di pensare alla zuppa di pietra - che incuriosita dall'insolita ricetta cedette le sue leccornie per preparare la famosa zuppa. Come in ogni favoletta tutti se ne andarono felici e contenti: il vagabondo a pancia piena e la vecchia donna con la pietra.
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 18:51 | Permalink | commenti (3)
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