mercoledì, 24 dicembre 2008
Quinta da regaleira3
[...] Ora Ulrich, ricordandosi di essersi raffigurato quell'impossibile unione nel rapporto teso fra letteratura e realtà, fra allegoria e verità, capiva a un tratto che tutto ciò significava assai di più che un'ispirazione casuale, durante uno dei discorsi tortuosi come sentieri senza meta che egli aveva fatto negli ultimi tempi con le persone meno adatte. Giacché, per quanto possa risalire in dietro la storia dell'umanità, si distinguono sempre quei due fondamentali modi di procedere, dell'allegoria e dell'univocità.
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giovedì, 18 dicembre 2008
Che fine avrà fatto quell'uomo? Quello con quel berretto verde e la giacca a motivi scozzesi. Non l'ho mai visto sorridere. Si sedeva ad un qualsiasi tavolo, leggendosi uno dei tanti giornali distribuiti gratuitamente fuori le stazioni. Non parlava quasi mai e manco sorrideva. Si è dileguato nel nulla. L'ora di pranzo e tutti ingoiano qualcosa, forse qualche rospo, la ragazza al tavolo di fronte si sta mangiando una focaccia alle olive. Quell'altra se la ride nel suo maglione a righe rosa, bianche, azzurre e blu. Quella che le sta seduta accanto è una ragazza alta, longilinea; prima si era chinata a raccogliere una penna, poi si era poggiata con i gomiti al tavolo, mostrando a tutti la fisionomia delle sue natiche. A quel tavolo i ragazzi si guardano in giro, a quell'altro giocano a carte. La ragazza longilinea ha un naso pronunciato, acuto e capelli biondo-castani. C'è quella con i ricciolini, che non mi dice nulla. Deve scegliere che carta giocare, si è portata l'indice al naso e strofinandoselo pensa alla sua mossa. Un continuo via e vai di studenti per i corridoi, qualche lezione sarà da poco finita, altre cominceranno. È ritornata la grassottella, aspetta le amiche, si erano separate poco tempo prima. C'è ancora la ragazza medio-alta che ora si è infilata il suo cappotto e se ne esce a fumare, sale le scale mostrando la riga del suo culo. Sentirà qualche spiffero, ma credo non le importi molto. Sembra non portare neppure le mutande, oppure le sono scese chissà dove. Un'ottima prospettiva, direi. La ragazza longilinea si è alzata e con la sua amica mora sale le scale dirigendosi al bancone del bar. Potrei bermi un amaro, ma qui non ne vale la pena. L'ultima volta, l'unica, che lo presi era una miseria e lo pagai caro. C'era pure il cubetto di ghiaccio a ridurne la quantità ed era pure annacquato. In molti posti lo diluiscono con l'acqua, sti spilorci di merda! La ragazza longilinea se ne è tornata al suo posto con un piccolo toast, ora lo mangia e annuisce all'amica con il capo. Parla ma non con la bocca piena, gesticola solo. La ragazza della focaccia con le olive ha terminato il suo pranzo e ora parla con il suo compagno di banco, di vita, di avventure, di studi, di morte.
Che fine avrà fatto quell'altra, quella con quello sguardo che mi ricorda sempre Lei, quel viso sbarazzino e irriverente allo stesso tempo. Gli occhiali con la montatura rossa e le orecchie a sventola nascoste dai capelli. Qualche volta l'ho vista con i capelli all'indietro, quell'imperfezione la rendeva particolarmente attraente. L'ultima volta che l'ho vista si era pure tagliata i capelli. E se apparisse di nuovo, credo che tornerei a pensare a Lei, proprio come sto facendo ora. Foda-se!
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giovedì, 11 dicembre 2008
[...]Prese uno specchio e cercò di ritrovare la faccia con le con le labbra angosciosamente serrate che doveva avere quella sera, quando il padre s'era avvicinato sul suo letto. Non riuscì a riprodurre il suono che la tentazione le aveva sprigionato dal petto. Pensò che quel suono doveva essere ancora nel suo seno proprio come allora. Era un suono senza delicatezza e senza riserbo: ma non era mai più salito alla superficie. Mise via lo specchio e si guardò intorno, confermandosi con occhi vaganti nella coscienza di essere sola. Poi tastando con le dita attraverso la veste cercò quel certo neo di velluto nero. Eccolo, dove terminava la coscia, mezzo nascosto nella piega inguinale e sul margine dei peli che li già si diradavano irregolari; vi posò sopra la mano, scacciò tutti i pensieri  spiò il turbamento che doveva venire. Lo sentì subito. Non era il molle fluire della voluttà, anzi il braccio le si irrigidì, si fece duro come il braccio di un uomo; le sembrava che se lo avesse alzato come doveva avrebbe potuto abbatere qualunque cosa! Quel punto del suo corpo ella lo chiamava "l'occhio del diavolo". Davanti ad esso suo padre era indietreggiato. L'occhio del diavolo aveva uno sguardo che passava attraverso i vestiti; quello sguardo fissava gli uomini, li attirava magicamente ma non permetteva loro di muoversi finché Clarisse non lo voleva.[...]

Robert Musil, L'uomo senza qualità.
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martedì, 09 dicembre 2008
- Il mondo potrebbe essere costruito semplicemente su una stupidata.
- Che vai dicendo?
- Che la semplice rappresentazione della realtà non è nient'altro che questa.
- Che ci puoi fare?

Non ci sarebbe nulla da ribattere. Del resto stava girando attorno a quei pensieri per tutta la sera. Se ne stava rintanato nel suo studio a leggere scartoffie e cartacce, scrivendo qua e scarabocchiando là.
 
- Non c'è nulla da mettere sul fuoco questa sera?
- La solita legna secca.
- Che fine ha fatto poi quel boscaiolo?
- Quale? Quello dell'Ovest?
- Sì, quello che se ne stava all'ombra di salici e pioppi.
- Anche querce. Non lo so. È scomparso nel nulla e da quel giorno nessuno l'ha più visto.
- Quale giorno?
- Il suo ultimo giorno, credo fosse quello.
- È morto?
- No. Vive e vegeta.
- È un controsenso di questi tempi.
- Che vai dicendo?
- Questo.
- Si racconta che in una notte di Primavera, questi se la spazzasse con una biondina del paese, erano ubriachi fradici e da quel giorno nessuno li ha più visti.
- Entrambi?
- Già.
- Scomparsi nel nulla?
- O forse semplicemente scomparsi.
- Passati a miglior vita?
- Non dire sciocchezze.
- Per quale motivo non dovrei?
- Per il semplice fatto che il mondo ruota attorno a quella sciocchezza.
- Non mentire!
Alzandosi, rise. Si diresse verso l'uscio e rivoltole un inchino composto, chiuse la porta alle sue spalle.
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 22:33 | Permalink | commenti
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