Che fine avrà fatto quell'uomo? Quello con quel berretto verde e la giacca a motivi scozzesi. Non l'ho mai visto sorridere. Si sedeva ad un qualsiasi tavolo, leggendosi uno dei tanti giornali distribuiti gratuitamente fuori le stazioni. Non parlava quasi mai e manco sorrideva. Si è dileguato nel nulla. L'ora di pranzo e tutti ingoiano qualcosa, forse qualche rospo, la ragazza al tavolo di fronte si sta mangiando una focaccia alle olive. Quell'altra se la ride nel suo maglione a righe rosa, bianche, azzurre e blu. Quella che le sta seduta accanto è una ragazza alta, longilinea; prima si era chinata a raccogliere una penna, poi si era poggiata con i gomiti al tavolo, mostrando a tutti la fisionomia delle sue natiche. A quel tavolo i ragazzi si guardano in giro, a quell'altro giocano a carte. La ragazza longilinea ha un naso pronunciato, acuto e capelli biondo-castani. C'è quella con i ricciolini, che non mi dice nulla. Deve scegliere che carta giocare, si è portata l'indice al naso e strofinandoselo pensa alla sua mossa. Un continuo via e vai di studenti per i corridoi, qualche lezione sarà da poco finita, altre cominceranno. È ritornata la grassottella, aspetta le amiche, si erano separate poco tempo prima. C'è ancora la ragazza medio-alta che ora si è infilata il suo cappotto e se ne esce a fumare, sale le scale mostrando la riga del suo culo. Sentirà qualche spiffero, ma credo non le importi molto. Sembra non portare neppure le mutande, oppure le sono scese chissà dove. Un'ottima prospettiva, direi. La ragazza longilinea si è alzata e con la sua amica mora sale le scale dirigendosi al bancone del bar. Potrei bermi un amaro, ma qui non ne vale la pena. L'ultima volta, l'unica, che lo presi era una miseria e lo pagai caro. C'era pure il cubetto di ghiaccio a ridurne la quantità ed era pure annacquato. In molti posti lo diluiscono con l'acqua, sti spilorci di merda! La ragazza longilinea se ne è tornata al suo posto con un piccolo toast, ora lo mangia e annuisce all'amica con il capo. Parla ma non con la bocca piena, gesticola solo. La ragazza della focaccia con le olive ha terminato il suo pranzo e ora parla con il suo compagno di banco, di vita, di avventure, di studi, di morte.
Che fine avrà fatto quell'altra, quella con quello sguardo che mi ricorda sempre Lei, quel viso sbarazzino e irriverente allo stesso tempo. Gli occhiali con la montatura rossa e le orecchie a sventola nascoste dai capelli. Qualche volta l'ho vista con i capelli all'indietro, quell'imperfezione la rendeva particolarmente attraente. L'ultima volta che l'ho vista si era pure tagliata i capelli. E se apparisse di nuovo, credo che tornerei a pensare a Lei, proprio come sto facendo ora. Foda-se!