giovedì, 26 febbraio 2009

 praça do commercioSembra quasi che starsene a margine di quel che succede intorno,
non sia poi così male. Ha i suoi risvolti negativi, che in alcune
situazioni evolvono positivamente. Come un potenziale d'azione.

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- Non stai combinando un granché, te ne stai tutto il giorno rintanato lì dentro.
Se ne stava sdraiato sull'erba, tenendo fra i denti un filo d'erba.
- Tu sai farli fischiare?
- Che cosa?
- I fili d'erba. C'è un filo eversivo che scorre nel profondo della rete. Un nichilismo votato al sovvertimento di ogni limite. L'hai notato questo?
Tolse di bocca il filo d'erba e tenendolo sul palmo della mano, disse:
- Alla prossima folata di vento volerà via, aspettiamo che ciò succeda?
La ragazza non rispose, si alzò e iniziò a camminargli intorno. Da destra a sinistra, dietrofront, da sinistra a destra, dietrofront, gira, dritta, storta, rovescia, un passo qua e un passo là.
- Perché non te ne stai mai ferma?
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 15:30 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, 09 febbraio 2009
?
Si potrebbe tentare, avvicinarsi ancora in sua assenza, inserire un piccolo foglio nel suo quaderno, alla pagina dove sai che l'aprirà. Toglierà la sua classica penna nera dal suo piccolo astuccio, poggiato sul banco e prima di scrivere, prenderà quel foglietto e leggerà.


La NOTTE quando il pendolo dell'amore oscilla
tra sempre e mai,
la tua parola si spinge fino alle lune del cuore
e turchino come un temporale il tuo
occhio porge alla terra il cielo.

Da un remoto luco, annerito dai sogni,
ci spira incontro quanto esalammo,
e quanto omettemmo s'aggira grande come i fantasmi del futuro.

Ciò che adesso si leva e si abbassa
riguarda quanto di intimamente sepolto:
cieco come lo sguardo che tra noi s'incrocia,
esso bacia sulla bocca il tempo.

Paul Celan, Papavero e memoria.
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 16:55 | Permalink | commenti
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lunedì, 09 febbraio 2009
Con tutti i farmaci che mi giran per la testa, dovrei essere sano come un pesce - ammesso che lo siano veramente - ma brividi salgono dalla mia schiena e il viso si scalda in un rosso vermiglio, come se stessi di fronte ad un fuoco scoppiettante. Gli occhi si fanno pesanti e le gambe leggere: chiuderli per riposare nel tiepido calore di una coperta, affondato in una poltrona con un libro sulle ginocchia.
Infezioni batteriche da combattersi. Scegli pure: un battericida, un batteriostatico. Riapri quel maledetto libro e leggi quel che c'è scritto!
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 16:49 | Permalink | commenti
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