martedì, 21 aprile 2009
vermelhejo

Faceva un caldo impressionante in quella carrozza. Questa volta non c’era il rumore assordante dello scorrere del treno sulle rotaie che infastidiva le sue letture. Ma l’aria era irrespirabile e quando si era seduto, aveva sussurrato fra i denti una bestemmia. Non c’era nessuno, quindi nessuno avrebbe protestato fra sé.
Aveva un leggero mal di testa o forse era un semplice stato di maggiore ricettività ai suoi pensieri. Il suo occhio scorreva fra le parole di quel libro che teneva fra le mani. Aveva uno strano vizio, chiudeva uno dei due occhi, diceva di avere l’occhio pigro e non si curava per nulla di stuzzicarlo. Preferiva lasciare il compito all’altro.
- Ne ho due, se uno se ne sta tranquillo ci penserà l’altro - aveva risposto per celia ad un suo amico.
Il tutto si giocava in una serie di pensieri che all’ombra di ricordi cadevano sulla natura delle cose che lo circondavano. Piante, cespugli, animali, gatti, sentieri, ciottolati, case e chiese, tram e linee elettriche, porte e finestre, bicchieri, tovaglie, valigie, borse, amache, suppellettili vari, titoli di libri, suoni e parole, musica soffusa,volti, mani, piedi, gambe, seni, scarpe, gonne, pantaloni, mutande e rispettivi reggiseni, sfalsati in vari colori, neri, rossi, bianchi, viola, grigi, color carne, salmone, pagliericcio, giallo canarino, calzini a righe, bianchi, marroni, blu di classe, a pois, di cattivo gusto, odori e colori, profumi e toni, a matita, a carboncino, su tela, ad olio, acrilico, pennellate lunghe, pizzicotti, pruriti nascosti,   oggetti rivestiti e denudati, aree dismesse, smantellate, riorganizzate, edifici abbattuti, costruiti, crollati, rovine, erba che cresce fra i ceppi, tombe, bare, fiori, terra, acqua, aria, fuoco, tempo e spazio, infinito e il suo antipodo, azioni buone e cattive, sconci, raffinati, educati pensieri, perversi, emozioni, sensazioni, cuspidi e tricuspidi, cateteri, cataratte, cascate, piovute dal cielo, acquazzoni, grandine, notte e giorno, lampioni, neuroni, astroglie, navicelle spaziali, treni, sottomarini, lustrascarpe, maggiordomi, operai, enzimi, mitocondri, fabbriche, replicazioni, trascrizioni, traduzioni, tradizioni, soggiorni esteri, forzati, in esilio, per amor di patria, in contumacia.

- Non banalizzare la situazione. Tutte quelle cose non sono nient’altro che ditirambi. Non metter troppa carne sul fuoco. Dovremmo arrostire quel bel pezzo di carne acquistato al mercato o dovrei cucinarlo in altro modo?
- Fa come credi, potresti cucinarlo in tante salse e condirlo, soffriggere qualcosa, qualche sughetto, qualche tua specialità.
- Oltre alle mie normali prestazioni?
- In fin dei conti fai un lavoro redditizio, piacevole a tratti.
- Posso permettermi di scegliere i miei clienti, molti dirigenti moderni dovrebbero prendere esempio dal mio sistema meritocratico. Certo, ci sono giorni che...
- Quando piove?
- Per esempio... Meglio starsene a casa e aprire a qualche perverso maiale che renda gustosa la cena a lume di candela.
- Un onesto lavoro. Quei cazzi pagano l’affitto alla tua vagina?
- Non solo.
- Già, servizio completo, dicono di te nelle bettole più squallide.
- Sono io a diffondere questa voce...
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 23:14 | Permalink | commenti
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