Quella sera c'era mancato poco, avrei potuto stringere la mano a Saramago. Era proprio lì, a Lisbona, per la fiera del libro. Non m'avrebbe cambiato la vita, ma era pur sempre qualcosa di divertente e interessante da raccontare. Era in Rua Das Portas de Sant'Antão. Io ero verso la Casa do Alentejo, sempre nella stessa via e parlavo con Paulo Violante del colore nero. Raggiunsi Lei, che mi corse incontro abbracciandomi, contenta di aver parlato con Saramago. Era davanti alla Loja del Senhor Manuel, A rainha da Ginginha e lui era apparso.
- Ho provato a chiamarti, ma tu tieni il cellulare sempre, non so dove -
- Ho provato a chiamarti, ma tu tieni il cellulare sempre, non so dove -
Saramago ha aperto un blog. Nel suo secondo post scrive di Berlusconi&Co, ma sorvolo, solo a pensarci mi viene il voltastomaco. Peccato che non si possa commentare, sarebbe stato interessante colloquiare con uno dei principali autori della letteratura portoghese. Lisbona, come si suol dire è sempre Lisbona, più che altro sono io a dirlo, ma credo che in molti la pensino come me. Ho trovato un post su Lisbona, una carta che Saramago scrisse anni fa, pubblicata solo ora sul suo blog.
Questa in fin dei conti è la mia prima traduzione casereccia. Al risveglio infatti già mi dicevo: forse è meglio procurarsi un vocabolario Portoghese-Italiano, Italiano-Portoghese. Lo farò. Nel frattempo riprendo confidenza con la lingua e riprenderò a leggere o Piolho Viajante e forse inizierò a tradurre qualche pezzo di "O demonio intimo".
Questa in fin dei conti è la mia prima traduzione casereccia. Al risveglio infatti già mi dicevo: forse è meglio procurarsi un vocabolario Portoghese-Italiano, Italiano-Portoghese. Lo farò. Nel frattempo riprendo confidenza con la lingua e riprenderò a leggere o Piolho Viajante e forse inizierò a tradurre qualche pezzo di "O demonio intimo".
[...]Vi fu un tempo in cui Lisbona non aveva questo nome. La chiamavano Olisippo quando i Romani vi giunsero, Olissibona quando la presero i mori che subito iniziarono a dir Aschbouna, forse perché non sapevano pronunciare la barbara parola. Quando, nel 1147, dopo un assedio di tre mesi, i Mori furono vinti, il nome della città non cambiò immediatamente nell'ora seguente: se quello che sarebbe diventato il nostro primo re, inviò alla famiglia una lettera per annunciare il fatto, è più probabile che abbia scritto in alto Aschbouna 24 Ottobre o Olissibona, ma non Lisbona. Quando iniziò Lisbona ad essere Lisbona di fatto e di diritto? Per lo meno alcuni anni dovettero passare prima che il nuovo nome nascesse, tanti quanti ne impiegarono i conquistatori Galeghi a diventare portoghesi.
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 17:29 | Permalink | commenti (11)
categoria:blog, traduzione, lisbona, saramago, caderno
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