lunedì, 09 febbraio 2009
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Si potrebbe tentare, avvicinarsi ancora in sua assenza, inserire un piccolo foglio nel suo quaderno, alla pagina dove sai che l'aprirà. Toglierà la sua classica penna nera dal suo piccolo astuccio, poggiato sul banco e prima di scrivere, prenderà quel foglietto e leggerà.


La NOTTE quando il pendolo dell'amore oscilla
tra sempre e mai,
la tua parola si spinge fino alle lune del cuore
e turchino come un temporale il tuo
occhio porge alla terra il cielo.

Da un remoto luco, annerito dai sogni,
ci spira incontro quanto esalammo,
e quanto omettemmo s'aggira grande come i fantasmi del futuro.

Ciò che adesso si leva e si abbassa
riguarda quanto di intimamente sepolto:
cieco come lo sguardo che tra noi s'incrocia,
esso bacia sulla bocca il tempo.

Paul Celan, Papavero e memoria.
postato da: AntaoSacarolhas alle ore 16:55 | Permalink | commenti
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