Piccola pausa in Italia. Capita proprio al momento giusto. Per la seconda volta me ne sono ritornato con una bronchite. Sarà forse la vita insalubre di Lisbona, lo stile di vita smodata, i ritmi alterati, gli orari sballati, i giorni alterni, il fuso orario, il caldo, il vento…
Ma a pensarci, questa volta potrebbe essere diverso…
Saranno forse state le 12 ore di attesa all’ospedale Sao Josè con un pijama “pequenino” , tra malati di ogni tipo, su una lettiga trasportato in vari corridoi, trasportato in ascensori, parcheggiato accanto a porte, in attesa che qualcuno ponesse un timbro o un codice a barre in modo tale da essere spedito, lettiga, corpo e scartoffie comprese, verso qualche ineluttabile destino, scritto nero su bianco, ormai posto in essere dopo il “triagem”: TAC, tomografia assiale computerizzata.
Finalmente ho visto il mio cervello, finalmente ho visto “o meu cerebro” dall’esterno e non più dall’interno…peccato non aver potuto portarsi a casa i risultati, onestamente l’avrei appesa ad una parete, magari al posto di quella riproduzione di Kandinsky oppure quella di Dalì o meglio ancora al posto del diploma di maturità scientifica. Sorpresa delle sorprese: dopo due anni belli e buoni è arrivato il mio diploma di laurea in biotecnologie sanitarie…
Il tubo che lo contiene è più accattivante…
In questi ultimi giorni ho incontrato parecchi idioti, ma anche parecchie persone “a modo”…
La palma dell’idiota penso vada a colui il quale sul volo Lisbona-Milano di ieri, decise, dopo il ritardo dovuto ai controlli dei bagagli da parte della polizia, di fumarsi una sigaretta nel bagno dell’aereo. Procedura di emergenza, hostess che sbaglia pulsante, apre la porta di sicurezza, scende lo scivolo – almeno da quanto ho potuto capire – e altro ritardo, ritardo non definito. Atterrato in Italia ormai a notte fonda. Meglio stare attenti all’uso delle parole: L’Idiota, Gli idioti, rispettivamente romanzo di Dostoevskij e pellicola di Lars Von Trier. Nulla, non è questa l’accezione del termine.
Ma l’idiota ha avuto la sua punizione: costretto ad essere sbarcato…peccato che abbia chiuso il tutto con una bestemmia…Hai torto!Zitto! Non bestemmiare, così non fai altro che alimentare il rogo acceso dai detrattori della bestemmia. Spezzo una lancia in favore della bestemmia…
Di bestemmie ne ho dette molte tra quinta e sexta feira noite in Bairro Alto. La rabbia…raiva.
Non gli bastava rubarmi il portafogli con la carta di identità, no, il pezzo di merda, doveva tirarmi due pugni in testa. Forse per lui rappresentavo un pericolo: solo e ubriaco…
Si aspetterà la punizione divina? Ne dubito…dubito della sua esistenza, dubito di conseguenza dei suoi atti. Non resta altro da fare che augurare a quel simpatico pezzo di merda un’infezione all’uretra o al retto o una diarrea muco purulenta e sanguinolenta con decorso breve, ma doloroso. Perché ti accanisci? Perché è risaputo: sono bastardo quando mi ci metto!
Però grazie a lui ho visto il mio cervello in una Tac!
Per questo non posso augurare lui qualcosa di più grave…
Il furto e la rapina, beh sono cose che capitano, proprio come la diarrea muco-purolenta
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