venerdì, 06 luglio 2007

Piccola pausa in Italia. Capita proprio al momento giusto. Per la seconda volta me ne sono ritornato con una bronchite. Sarà forse la vita insalubre di Lisbona, lo stile di vita smodata, i ritmi alterati, gli orari sballati, i giorni alterni, il fuso orario, il caldo, il vento…

Ma a pensarci, questa volta potrebbe essere diverso…

Saranno forse state le 12 ore di attesa all’ospedale Sao Josè con un pijama “pequenino” , tra malati di ogni tipo, su una lettiga trasportato in vari corridoi, trasportato in ascensori, parcheggiato accanto a porte, in attesa che qualcuno ponesse un timbro o un codice a barre in modo tale da essere spedito, lettiga, corpo e scartoffie comprese, verso qualche ineluttabile destino, scritto nero su bianco, ormai posto in essere dopo il “triagem”: TAC, tomografia assiale computerizzata.

Finalmente ho visto il mio cervello, finalmente ho visto “o meu cerebro” dall’esterno e non più dall’interno…peccato non aver potuto portarsi a casa i risultati, onestamente l’avrei appesa ad una parete, magari al posto di quella riproduzione di Kandinsky oppure quella di Dalì o meglio ancora al posto del diploma di maturità scientifica. Sorpresa delle sorprese: dopo due anni belli e buoni è arrivato il mio diploma di laurea in biotecnologie sanitarie…

Il tubo che lo contiene è più accattivante…

In questi ultimi giorni ho incontrato parecchi idioti, ma anche parecchie persone “a modo”…

La palma dell’idiota penso vada a colui il quale sul volo Lisbona-Milano di ieri, decise, dopo il ritardo dovuto ai controlli dei bagagli da parte della polizia, di fumarsi una sigaretta nel bagno dell’aereo. Procedura di emergenza, hostess che sbaglia pulsante, apre la porta di sicurezza, scende lo scivolo – almeno da quanto ho potuto capire – e altro ritardo, ritardo non definito. Atterrato in Italia ormai  a notte fonda. Meglio stare attenti all’uso delle parole: L’Idiota, Gli idioti, rispettivamente romanzo di Dostoevskij e pellicola di Lars Von Trier. Nulla, non è questa l’accezione del termine.

Ma l’idiota ha avuto la sua punizione: costretto ad essere sbarcato…peccato che abbia chiuso il tutto con una bestemmia…Hai torto!Zitto! Non bestemmiare, così non fai altro che alimentare il rogo acceso dai detrattori della bestemmia. Spezzo una lancia in favore della bestemmia…

Di bestemmie ne ho dette molte tra quinta e sexta feira noite in Bairro Alto. La rabbia…raiva.

Non gli bastava rubarmi il portafogli con la carta di identità, no, il pezzo di merda, doveva tirarmi due pugni in testa. Forse per lui rappresentavo un pericolo: solo e ubriaco…

Si aspetterà la punizione divina? Ne dubito…dubito della sua esistenza, dubito di conseguenza dei suoi atti. Non resta altro da fare che augurare a quel simpatico pezzo di merda un’infezione all’uretra o al retto o una diarrea muco purulenta e sanguinolenta con decorso breve, ma doloroso. Perché ti accanisci? Perché è risaputo: sono bastardo quando mi ci metto!

Però grazie a lui ho visto il mio cervello in una Tac!

Per questo non posso augurare lui qualcosa di più grave…

Il furto e la rapina, beh sono cose che capitano, proprio come la diarrea muco-purolenta

 

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lunedì, 11 giugno 2007

Sabado passado em Rossio, Rua Porta de S.Antao

Pessoa Preta: Respect Black People and White People!
Eu: yes, I Think so!
Pessoa Preta: I'm Nelson Mandela
Eu: Prazer de encontrar-te.
Pessoa Preta: de onde tu es?
Eu: eu sou italiano
Pessoa Preta: Italiano? Eu nao gosto!
Eu: porque?
Pessoa Preta: nao importa nada dos italianos, nao gosto.
Eu: porque?
Pessoa Preta: porque Italia tem Berlusconi, Mafia e Vaticano e eu sou Ateo.
Eu: tamben eu sou ateo, odeio igreja, mafia e Berlusconi. Sou differente! Nao todos italianos è assim come tu disseste.
Pessoa Preta: nao, tudos italianos è assim: mafia, vaticano...mas nao quero saber nada...
Eu: Se queres julgar è melhor conhecer algumas coisa sobre o povo italiano...
Pessoa Preta: Nao quero saber.
Eduardino: entao?
Eu: Boa Noite, uma ginginha

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domenica, 13 maggio 2007

“Nessa altura Eloise era bonita, jovem e havia nela uma estranha frieza que o deslumbrava. Fez-lhe a corte, souplicou-lhe, pediu-lhe que casasse com ele. Levou quase dois anos a convece-la a casar com ele. Comprou-lhe uma bonita casa e quis ter filhos logo a seguir.”[1]

Assim escreve Danielle Steel no ultimo trabalho “Um longo caminho para casa”. Encontrei na rua, uma rapariga estava distribuir  o primero capítulo do esto livro, sem olhar no principio que ela estava dazer-me, tomei isso. [2]

Letto il nome dell’autore e il titolo del libro, commentai: Nãooo! Danielle Steel. Não.

Quella alzò le spalle, rassegnata sorrise.

La pagavano per quello.

Ora leggo qualche riga qua e là e cerco di comprendere l’inizio dell’appassionante e, secondo la mia ignobile e ignorante opinione, perversa creatura della sopraccitata  Steel, non di certo stimata dal sottoscritto, ma comunque si tratta di un libro. Qualcuno lo legge…

De gustibus non disputandum est.

Locuzione che lascia alquanto allibito il critico di un certo fenomeno di fronte al suo interlocutore, accusatore e imputato nel divin tribunale dell’ignoranza, il verdetto.: una semplice accettazione stoica dell’Universo. La pena: nessuna.

 La storia, pare, narrare di una certa Gabriella, che poi sparisce subito dopo la frase con cui è stata introdotta nell’economia del racconto o meglio, - essendomi limitato, per il momento solo a leggere, qualche riga -  nell’economia della mia lettura, un economia della mente, risparmiarla… Preferisco impegnarmi in altre letture, piuttosto che nella lettura di un solo capitolo di un capolavoro che entrerà, forse, nel …

E se mi saltasse in mente di comprarlo?

 

“Meu Deus...olhem para desordem que esta criança provoca...Està constantemente a atirar coisas ao chão e a sujar tudo.” [3]

 

Eloise sposa John Harrison e vivranno poi felici e contenti, oppure moriranno infelici e soli - giungerà prima o poi anche la loro ora, naturalmente se dio vorrà - entrambi tristi nell’odio reciproco, perché più avanti già si parla di una vendetta che aleggia nell’aria, un’offesa subita

Penso proprio che non lo comprerò, ma se avessi letto quanto segue, forse…

 

“Olhem, eh pa, foda-se para esto fodido desordem que esta puta crianças provoca...Està constantemente a atirar a merda ao chão e a sujar tudo como o caralho”[4]

 

Qualche pensierino l’avrei anche fatto, non dico comprare il libro, ma almeno leggere il primo capitolo.

Il tutto rientra comunque nella logica di ogni città: volantini pubblicitari di qualsiasi natura, alcune volte interessanti, molte altre volte inutili. Molte volte il fine pratico è semplicemente apprendere nuove parole,

 

“Grande espiritualistas com dons de Vidência, Magia negra o branca ao nivel avançado, trata problema de dificil soluçao: trabalho, amor, sexualidade, vicios. Proteje de maus olhados e invejas”[5]

 

Altre volte per sensibilizzare una certa opinione pubblica:

 Bush vestito da Clown su sfondo rosso, il suo vestito è a stelle e strisce e porta toppe con il marchio di multinazionali e sopra è riportata una scritta:

“O Iraque rebenta de alegria, só falta bombardear o irão” [6]

Manifestazione in Largo Camões.

O primo de abril”

Pesce d’aprile

Dia da mentira.

 

De pois:

 

“Marcha global da Marijuana, 5 de Maio 2007, Lisboa. Manifestação Global pelo fim da proibiçao da canábis.”

Jardim das Amoreiras (mãe d’água)” até Largo Camões.

 

E ainda:

“Será que Deus me ama?”

 

Pode Ser, mas não sei.

Tu sabes? –

(meu interlocutor de antes chegou em cena, foda-se)

Eu? Mh, não.

 

“Pergunta: Que terrível! Porque Deus criou o inferno?

Resposta: O inferno è terrivel mesmo e existe porque deus criou o homen para prestar contas a Ele de suas ações. Sua perfecta justiça requer o pagamento pelo peccado”[7]

 

Obrigado, vou dizer. –

Nada.  

Obrigado como caralho-

Não Faz mal

 

e ainda:

 

“Desfrute do lado doce da vida!

Todos os dias são dias Dolce Vita"

Shopping Monumental.[8]

 

Una donna lambisce con la lingua il labbro superiore , mentre dal labbro inferiore due rivoli di cioccolato sciolto scivolano lungo il mento. Gocce cadono e scivolano lungo il seno e proseguono il loro percorso. Percorso che termina fisicamente al bordo del flyer, ma nell’immaginazione prosegue, questo almeno è l’intento. Il margine superiore taglia in due la punta di un naso, gli occhi sono oltre.

continua?

continuerà…

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venerdì, 23 marzo 2007

Nulla di eccezionale. Mi ritrovo seduto davanti al pc, sempre nella cosiddetta catacumba. Non ho sonno, non ho fame, forse ho un po’ di sete. Ho già fumato sigarette a volontà, tanto per ammazzare il tempo. Non vedo l’ora che l’orologio segni le 18. Coraggio, non manca molto…Solo due ore...

Mi sembra di rivivere quella sensazione di impazienza vissuta più volte al liceo. Sesta ora, dopo che ti avevano infarcito alla bella e meglio di concetti, definizioni, assiomi, teoremi e naturalmente pagine e pagine di studio. E ora, apoptosi e differenziamento: p53, SAPK, Bcl-2, Bcl-XL, Bax, Bad, Bim, Noxa, Smac/DIABLO, AIF, Apaf-1, Caspase-2, JNK, FOXO3a, P38MAPK, p21WAF1, Id1, Akt, MKK7, Mdm-2, p73…

E cosi via…

 

“The discover of apoptotic bodies suggested to Kerr, in 1972, to use the Greek term apoptosis to describe the programmed cell death as “falling or dropping of”  as leafes fall from the trees.”

 

Forse l’unica frase “poetica”, poche parole per poter pensare, per poter volare fra le nuvole, nei propri pensieri. Certo posso sempre stuzzicare la mia fantasia chiedendomi come possa Akt fosforilare FOXO3a, posso immaginarmi questa proteina dopo essere stata attivata da una cascata proteica a monte, avvicinarsi al nucleo. E poi? Che fa? Entra o non entra? Si, qualche volta è stata trovata qualche traccia nell’estratto nucleare, ma poi il resto? Chi lo sa? Interverrà sicuramente un’altra proteina o chissà quale altro agglomerato di amminoacidi…

Interessante pensare all’uomo come un agglomerato di amminoacidi, lipidi, acidi ribonucleici e carboidrati. Tolti questi, tolta la loro apparente complessità, non restano altro che atomi, quindi di conseguenza, è ancor meglio pensare all’uomo come ad un agglomerato di atomi. Atomismo e materialismo. Leucippo, caro Leucippo, Epicuro, stimato Epicuro.

Oggi una ragazza vestita in nero mi ha lasciato in eredità quattro volumi rilegati in una copisteria, naturalmente identici, da regalare ai miei colleghi di laboratorio. Leggo nell’indice:

Acabar com amor

Acabar com compromisso

Acabar com familia

Acabar com patria

Acabar com todas religiao

(Traduzione non difficile: acabar = finire)

Il resto è facile da tradurre. Bah, leggerò che cosa avranno da dirmi.

La copertina è nera, come il retro e anche la rilegatura. All’interno immagini di Darwin, Freud e poi un accostamento di Pippo, della Walt Disney, con un prete (o pretazzo che dir si voglia), comunque un porporato con la classica pelata, con gli occhialini portati all’estremità del naso. Sarà anche questa una sorpresa…

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